Stubby Quotidiano è una testata indipendente che segue l'innovazione tecnologica e i suoi effetti su professioni, competenze e organizzazione del lavoro. Non inseguiamo le mode: osserviamo i processi, le norme e le persone che li vivono ogni giorno.
La nostra storia
Stubby Quotidiano nasce nel 2019 come progetto di osservatorio sul lavoro che cambia. Da allora abbiamo seguito da vicino la transizione digitale delle pubbliche amministrazioni, la crescita delle start-up italiane e l'emergere di professioni che prima non esistevano. Questa è la cronaca di come siamo arrivati fin qui.
Tre giornalisti con esperienze diverse — economia, pubblica amministrazione, formazione — aprono una piccola redazione a Verbano-Cusio-Ossola. L'idea iniziale è semplice: raccontare come le nuove tecnologie stanno ridisegnando le carriere, senza inseguire le mode. La newsletter settimanale parte con 400 iscritti e si diffonde soprattutto tra funzionari pubblici e consulenti HR.
Con l'accelerazione dei servizi online nella pubblica amministrazione, la redazione decide di dedicare una sezione stabile alle competenze digitali dei dipendenti pubblici. Pubblichiamo inchieste sui piani formativi regionali, interviste a direttori del personale e guide pratiche all'uso delle piattaforme. È il periodo in cui il numero di lettori cresce in modo netto, soprattutto tra chi lavora negli enti locali.
In collaborazione con alcune università e con un gruppo di start-up italiane, avviamo un monitoraggio annuale sulle figure professionali emergenti: data steward, facilitatori digitali, esperti di transizione ecologica. I report diventano un punto di riferimento per chi orienta le proprie scelte di carriera e per le aziende che cercano profili difficili da trovare.
Oggi il quotidiano conta una redazione di dodici persone tra giornalisti, data analyst e collaboratori esterni. Abbiamo introdotto schede informative più snelle, approfondimenti audio e una newsletter dedicata alle start-up. La linea non è cambiata: continuiamo a raccontare il lavoro che verrà con dati, storie concrete e uno sguardo critico sulle normative che lo regolano.
Non amiamo i numeri astratti, ma alcuni dati aiutano a capire dove siamo arrivati. Oggi la nostra newsletter raggiunge circa 18.000 professionisti, i report annuali sulle competenze digitali vengono citati in diverse pubblicazioni di settore e le nostre inchieste sulla PA hanno portato a due audizioni parlamentari sul tema della formazione dei dipendenti pubblici.
Verifichiamo sempre le fonti prima di pubblicare. Non accettiamo contenuti sponsorizzati che possano influenzare le nostre analisi. E cerchiamo di dare voce sia a chi progetta il cambiamento sia a chi lo vive ogni giorno: funzionari, lavoratori, giovani professionisti, imprenditori.
Se vuoi conoscere meglio le persone che lavorano in redazione o capire come collaboriamo con enti e aziende, trovi tutto nelle pagine dedicate del sito.
La nostra storia in sintesi
Stubby Quotidiano nasce nel 2019 come progetto di osservatorio sul lavoro che cambia. Da allora abbiamo seguito la trasformazione digitale delle imprese e della pubblica amministrazione, raccontando le nuove professioni e le competenze che servono per affrontarle. Questa linea del tempo raccoglie i passaggi che ci hanno portato a essere quello che siamo: una redazione che guarda ai fatti, non alle mode.
2019
Pubblichiamo i primi report dedicati all'impatto dell'automazione sui profili professionali tradizionali. L'idea è semplice: documentare cosa succede davvero nei luoghi di lavoro, senza inseguire titoli ad effetto.
2020
Con l'accelerazione dei servizi online nella pubblica amministrazione, apriamo una sezione fissa dedicata alla formazione dei dipendenti pubblici e alle piattaforme che stanno cambiando il rapporto tra cittadini e uffici.
2021
Iniziamo a seguire con continuità le giovani imprese italiane che sperimentano modelli di lavoro ibridi. Interviste, dati e casi concreti diventano il nostro modo di raccontare l'innovazione senza slogan.
2022
Pubbliciamo una serie di guide pratiche per chi vuole orientarsi tra le nuove figure richieste dal mercato. Ogni articolo parte da un problema reale: cosa serve saper fare, dove si impara, come si dimostra.
2023
Allarghiamo la redazione con corrispondenti in diverse regioni italiane. L'obiettivo è portare nelle nostre pagine le esperienze di chi lavora nella PA, nelle startup e nelle aziende che stanno affrontando la transizione.
2024
Rinnoviamo grafica e struttura degli articoli per rendere più leggibili i dati e più accessibili le analisi. Le schede informative e i focus tematici diventano il cuore del nostro modo di raccontare il lavoro che verrà.
La redazione continua a seguire le trasformazioni del mondo del lavoro, con un'attenzione particolare alle norme che tutelano i lavoratori e alle opportunità che nascono dall'innovazione. Se vuoi segnalarci una storia o una buona pratica, scrivici: le segnalazioni dei lettori sono sempre state il nostro punto di partenza.
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